Chi ha avuto il piacere di vedere Ida, premio Oscar quale miglior film straniero nel 2015, non potrà non amare il nuovo film di Pawel Pawlikowski. In competizione nella selezione ufficiale, è un ritratto in bianco e nero (come lo era stato Ida) di una epoca lontana nel tempo (siamo negli anni 50), dove l’amore era talmente forte che poteva essere anche impossibile.

Il film racconta la storia di un musicista e di una cantante che si innamorano follemente e vivono una vita alla continua ricerca di una pace, di un equilibrio tra loro, difficile da raggiungere. Passano gli anni e pur lontani si continuano a cercare, a trovarsi per brevi attimi. Ma poi la vita li porta sempre a dividersi.

Come ha detto il regista durante la conferenza stampa «c’è sicuramente qualcosa di autobiografico. Oltre al fatto di aver usato i nomi dei miei genitori, anche loro hanno avuto una vita di coppia travagliata: si sono amati, lasciati, ripresi e poi ancora lasciati. Non è la loro storia, ma è indubbio che ci sono delle similitudini».

Un’opera elegante e che ti cattura quasi subito. Grazie anche alla musica (a un certo momento la pellicola diventa quasi un musical) e alla fotografia contrastata e delicata oltre che da un montaggio deciso, ma senza essere arrogante.

Il senso della nostalgia è un’altra caratteristica di Zimna Wojna (Cold War). Del resto lo ha confermato lo stesso Paweł Pawlikowski: «è vero, mi manca una certa semplicità dell’epoca. Oggi viviamo in un mondo in cui il rumore ci assale e con questo film volevo fare un viaggio sentimentale negli anni della mia infanzia. Ripeto, non è autobiografico, ma è indubbio che dentro quest’opera ci sono le mie memorie, il mio passato».

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