Ritratto visivo della lotta tra uomo e animale, quello portato sullo schermo dalla regista tedesca Yalda Afsah. L’inquadratura indugia sulla schiuma bianca, elemento portante del film, dando l’impressione di essere dentro un mondo surreale, leggero e ideale.

Figure umane invadono improvvisamente la scena costruendo un equilibrio estetico. Improvvisamente il toro che, potente e nervoso, contribuisce a creare un’alternanza di movenze e suoni. Un gioco di ritmi come in una danza.

Ed è proprio la bestia a rompere l’impressione di essere semplice osservatore di un quadro, quando, con tutta la sua potenza, irrompe verso lo spettatore. Il simbolo è chiaro. Le emozioni, invece stentato a farsi sentire.

IL PREGIO: un combattimento uomo-toro senza una goccia di sangue

IL DIFETTO: manca di phatos

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