Gloria! è un film da vedere. Di quelli che mettono allegria senza però essere superficiali. Di quelli che sanno essere drammatici senza cadere nel melenso. È una prima opera di valore che ha tanti pregi e ha avuto anche il merito di essere stata selezionata per il Concorso Internazionale alla 74esima edizione del Festival Internazionale del film di Berlino. È coprodotto anche dalla svizzera Tellfilm oltre che dall’italiana Tempesta.

Questa è la trama in breve: all’alba dell’anno 1800, poco lontano da Venezia, si staglia l’istituto Sant’Ignazio, una via di mezzo tra un orfanotrofio, un conservatorio e un convento. Qui, ormai da anni, vive Teresa, una giovane donna con un dono speciale: un talento visionario che le consente di ascoltare il mondo che la circonda e trasformarlo, animandolo di una musica nuova, contemporanea, fuori dal suo tempo. Un incanto che si spezza quando la realtà fa incursione e la riporta ai suoi doveri. Sì, perché al convento per tutti è la Muta, una sguattera che vive silenziosa e solitaria. Ma le cose per lei stanno per cambiare, mentre il convento è in subbuglio per l’imminente concerto che il maestro di Cappella, l’arido e dispotico Perlina, deve dirigere in onore di Papa Pio VII presto in visita, Teresa fa una scoperta eccezionale: un pianoforte, nuovo di zecca e mai usato, nascosto nel deposito del convento. Può finalmente tradurre nella realtà la musica che ha in testa! Una sperimentazione esaltante e solitaria, finché una notte, guidato dalla strana melodia di Teresa, un gruppetto di musiciste che vivono nel convento fa capolino nel deposito: sono Lucia, primo violino del Sant’Ignazio, e le sue amiche, Prudenza, Bettina e Marietta. Presto, conquistate dal magnetismo di Teresa, che crea canzoni come una compositrice pop del nostro secolo, le ragazze formano un affiatato gruppetto di musiciste ribelli, dando vita a una nuova musica che il Papa (e il mondo) certamente non si aspettavano: Gloria! parla dell’immaginazione, della fantasia e del talento di tutte le compositrici che, come fiori lasciati seccare, sono rimaste nascoste tra le pagine della Storia.
La regista è Margherita Vicario, classe 1988, è una giovane donna che sa fare tutto e anche bene. Cantautrice, attrice, sceneggiatrice e ora anche regista. L’abbiamo incontrata all’anteprima del film a Locarno e ci ha spiegato il dietro le quinte di un’opera girata in parte anche in Ticino e più precisamente a Malvaglia.

Come mai un film ambientato in quel preciso momento storico e perché parlare di un collegio femminile?
È un contesto, quello dei collegi femminili musicali, realmente esistito e dimenticato. E quindi già solamente per questa ragione mi piaceva poterne parlare. Anche perché sono un’appassionata di storia e negli ultimi anni ho effettuato diverse ricerche sulle artiste nelle varie epoche storiche. L’ho fatto anche perché spesso mi chiedono che cosa ne penso delle donne nella musica. Essendo una nerd e un po’ secchiona ho iniziato a scavare e ho scoperto l’esistenza di moltissime artiste di valore che non sono ricordate.

 

» leggi articolo completo su cinemany