Hotel Transylvania 3 ha una lettura molto attuale e che non passa mai di moda. Una lettura comprensibile sia ai grandi sia ai più piccoli. Il messaggio finale ci dice: siamo tutti uguali, umani e mostri. Nessuna differenza, gli altri siamo noi (come diceva una vecchia canzone).

E se il messaggio è immediato, anche le trovate inserite nel film d’animazione arrivano giuste, seguendo le avventure di Drac e della sua famiglia scapestrata, ma genuina e buona. Il capofamiglia sogna un nuovo incontro con una donna, dopo tanti secoli di astinenza. Vedendolo stressato senza comprenderne il vero motivo, la figlia Mavis lo coinvolge in una lussuosa vacanza di famiglia su un’immensa nave da crociera. Il punto di partenza è il Trinagolo delle Bermuda. Proprio laddove tutto sparisce.

Sulla nave Drac conosce e si innamora della bella capitana Ericka, senza sapere che lei, in realtà, è una discendente diretta della famiglia dei Van Helsing: i nemici giurati dei dracula.

Il tutto parte in questo modo e continua tra fraintendimenti e battute, seguendo la vicenda amorosa di Drac, ma anche le storie secondarie dei vari mostri. Particolarmente riuscita quella legata ai cuccioli dei lupi mannari che crescono a dismisura e distruggono il parco giochi della nave, mentre i genitori riassaporano il gusto della libertà.

La nave si trasforma in una sorta di love boat dove le varie vicende, vivono sull’accumulo di esperienze, fino ad arrivare all’epilogo, una sorta di esplosione al ritmo della Macarena. Ma non voglio dirvi di più perché è un bel film da vedere con i propri figli e in compagnia.

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