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È una parata di stelle quella che sta solcando il Green Carpet in questi giorni a Zurigo. E non solo di star del cinema. Il film presentato in apertura di rassegna è dedicato a uno sport: il tennis. E in particolare a uno scontro epico, quello tra John McEnroe e Bjorn Borg. Match che caratterizzarono l’inizio degli anni 80, soprattutto sul prato verde di Wimbledon. Per l’occasione – oltre al regista Janus Metz Pedersen e l’attore che interpreta Björn Borg, Sverrir Gudnasson, mentre non c’era Shia LeBoeuf, che sullo schermo incarna a John McEnroe – era presenta anche il più bravo di tutti: il nostro Roger Federer.

Lo sport protagonista dell’inizio della rassegna, non ha però tolto spazio ai vip. Infatti in questi giorni nella città sulla Limmat sono arrivate star di primo piano. Su tutti Glenn Close che ha ricevuto il Golden Icon Award e che ha fatto da madrina al suo ultimo lavoro The Wife.

E tra le giovani promesse segnaliamo la bellissima attrice svedese Alicia Vikander, Oscar quale miglio attrice non protagonista, lo scorso anno, per The Danish Girl. Non sono mancate, in queste prime giornate del festival, le presenze nostrane come Christa Rigozzi o la consigliera federale Doris Leuthard.

I direttori del festival Karl Spoerri e Nadia Schildknech stanno anche aspettando l’attore americano  Jake Gyllenhaal il quale parteciperà il 3 ottobre alla proiezione del suo ultimo film, Stronger, e gli sarà consegnato un Golden Eye Award. Intanto arrivano già i primi premi. Il regista friburghese Niklaus Hilber ha ricevuto il Filmaker award dotato di 100’000 franchi, per la pellicola Paradise War. Il premio gli è stato consegnato dall’attore americano James Marsden (X-Men). Il film, le cui riprese inizieranno nelle prossime settimane, racconta la storia del defunto attivista ecologista e difensore delle foreste tropicali Bruno Manser. Nato nel 1954 a Basilea, Bruno Manser aveva vissuto nella giungla del Borneo con la tribù dei Penan tra il 1984 e il 1990, diventando il portavoce dei loro interessi contro il disboscamento selvaggio. Nel maggio 2000 è scomparso mentre tentava di raggiungere clandestinamente il Sarawak (Malaysia orientale) passando dalla parte indonesiana del Borneo. Il 10 marzo 2005 Manser è stato dichiarato ufficialmente dal Tribunale civile di Basilea morto dal punto di vista giuridico.

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