Paolo Sorrentino è del 1970. È perciò cresciuto con le tv di Silvio Berlusoni. Poche storie, si vede bene. In questo film dimezzato (vai a sapere perché… anche se forse a pensare male e ai denari, non si sbaglia) l’abuso di ragazze poco vestite è pari a quello che i canali privati italiani hanno mandato in onda dagli anni 80. Ha quindi usato la sua stessa arma per accalappiare il pubblico. Quella che Silvio ha utilizzato per incollare intere famiglie davanti agli schermi: dalle ragazze fast food di Drive In fino alle veline di Striscia la Notizia. Sorrentino ha infatti riempito lo schermo di feste e belle ragazze che ballano nelle ville e sugli yacht. Dicendoci: Vedi, quella è la bella vita che faceva Silvio Berlusconi alla faccia vostra». C’è però una bella differenza di cui il regista non ha tenuto conto. Se all’epoca le donne svestite in tv erano una novità (al massimo le si potevano trovare solo sui giornaletti clandestini), oggi tutta quella pelle scoperta non fa più notizia. È usuale routine. Sorrentino ha usato la stessa moneta, ma non ha fatto i calcoli con il tempo e soprattutto con l’invenzione di internet, che ha spostato in avanti (o indietro a dipendenza di come la si pensi) il livello di nudità sullo schermo.

Loro 1 e Loro 2 sono anche film costruiti bene, curati nella fotografia e nella regia (anche se qualche forzatura nei dialoghi e, per esempio, nell’accento lombardo di Toni Servillo è evidente), tuttavia si basano su questa contraddizione: sono film girati nel 2018, ma sembra siano stati realizzati nel 1988. E questa, secondo me, non è una qualità.

Alla fine, paradossalmente, Silvio Berlusconi, ne esce bene. Simpatico e intelligente. E le parole di Veronica ne sono la conferma: «Sai qual è stata la tua più grande qualità? Mi hai fatta innamorare». Così come ha fatto innamorare milioni di italiani. E questa, insomma, non è cosa da poco.

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