Un corto, quello del giovane Antonio Lo Porto, che è un mix tra la vita vera e la fiction. Dove l’esperienza autobiografica si mescola con quella della finzione. Un gruppo di giovani amici si trovano al lago d’estate, si divertono in barca, vanno in un negozio di dischi (n.d.r. ah, che bello vedere che ancora ci sono luoghi in cui acquistare un vinile. E che bello vedere che i ragazzi ascoltano ancora i dischi) e poi organizzano una piccola festicciola. Tra sogni sul luogo in cui andare in vacanza e bevute in compagnia il film scorre veloce e allegro, nei ricordi del protagonista. E scorre anche un po’ malinconico e intimo con quei colori virati al rosso che si mettono tra noi e i ragazzi evidenziandone la distanza temporale. Fino alla chiusura, forse leggermente forzata, ma comunque interessante. Un corto che in qualche modo ci ricorda come eravamo tutti noi e soprattutto come siamo diventati.

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