Emilie Blichfeldt, regista norvegese, indaga con ironia il tema della femminilità e della bellezza. Sara, interpretata egregiamente da Anne Sofie Wanstrup, è una giovane donna robusta che teme di non essere abbastanza attraente, ma sogna comunque l’amore. Non rappresenta il canone estetico imposto dalla società  di oggi e si sente incapace di intraprendere una relazione serena con l’altro sesso.

A darle coraggio è la sua vulva con la quale, durante i 22 minuti del film, Sara discute amabilmente. Un piccolo viaggio tra i problemi dei giovani che si trovano sempre di più confrontati con la paura di non essere adeguati e si lasciano influenzare dal mondo photoshoppato di modelli considerati perfetti e sexy.

Una riflessione sulla sensualità, sull’essere donna, sulla libertà sessuale, sull’importanza dell’appagamento e sul valore della personalità raccontato dalla regista con leggerezza e spirito d’osservazione. Un tuffo nell’intimità più vera, fatta di paure e di personali forme di piacere.

Spezzare il taboo fino al punto di dare un volto e voce alla vagina. Una bella narrazione e uno stile che sembra andare molto di moda nei paesi scandinavi.

IL PREGIO: arriva dritto al punto e lo fa con semplicità

IL DIFETTO:  uno stile narrativo ultimamente forse un po’ abusato

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