Il film rumeno di Andrian Împărățel è incisivo. Un modo sicuramente originale per parlare del sottile limite tra allusione, proposta, persuasione.

Dan (Bogdan Sălceanu) è un ragazzo che vive un momento difficile in famiglia e cerca un po’ di svago andando a trovare Ștefan (Cosmin Stănilă), un amico di vecchia data. I due giovani fumano e chiacchierano chiusi nella stanza di Ștefan che, pur di non essere visto e di non far sapere al vicinato che ha un ospite, lo invita a non uscire dalla stanza neppure per andare in bagno.

Un atteggiamento ambiguo e sempre più strano quello che Ștefan assume nei confronti dell’amico. Prima con semplici allusioni sessuali che si trasformano, con il passare del tempo, in una vera e propria proposta fino a toccare con insistenza il limite della persuasione. Un limite sottile, che mette a disagio Dan e lo stesso spettatore.

E allora ci si chiede: quando scatta la molestia?

Stefan non forza Dan, non fisicamente. Ma spinge, facendo leva sulla sua fragilità. Dan resiste, ma viene messo in forte disagio, fino al limite del timore. E tu con lui.

Giusti gli attori che, anche nella loro fisicità, sanno ben interpretare il ruolo. D’impatto l’ambientazione che racconta il contesto sociale.

IL PREGIO: trasporta lo spettatore dentro lo stato d’animo del protagonista

IL DIFETTO: l’eccessiva lunghezza di alcune scene, sarebbe bastato meno

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