Un’arte del tutto sottovalutata è quella del riposino. Riposare presuppone virtù formidabili di cui, non per vantarmi, sono dotato di natura. Stendersi sotto una pianta, all’ombra, su un morbido giaciglio di foglie a osservare il cielo, è qualcosa che rende saggi. E la saggezza felina è emblematica. Tutto sto forbito preambolo per regalare a voi, cari lettori, uno scoop mondiale! Ho suggerito io a Jack Nicholson di andare in pensione!
Siamo intimi amici fin dalla sua indimenticabile interpretazione in Easy Rider. Ricordo che, pochi giorni dopo la fine delle riprese, eravamo al Dodger Stadium, dove Jack gridava a squarciagola per incitare gli Yankees, in trasferta proprio a Los Angeles. Ce la metteva tutta, senza risparmiare l’ugula. Il mio timore era che, a furia di sbraitare, potesse perdere la voce e rimanere afono, imbarazzando gli Studios che avevano organizzato per lui un breve tour di interviste alla radio.
Hot dog, ketchup e maionese. Coca cola ghiacciata. Non che io sia un grande appassionato di baseball, ma mi aveva chiesto di fargli compagnia e da buon gentlecat non mi sono rifiutato. Inoltre, vedere un essere umano che divora un hot dog, mi dà sempre un sano e inconfessabile piacere del tutto felino.
«Ehi gatto! – mi dice – stavo pensando che sta cosa del recitare non mi dispiace affatto. Penso che ne verrà fuori qualcosa di buono».
In effetti era piuttosto bravo e il mio fiuto infallibile mi suggeriva che forse avrei potuto presentargli qualche regista emergente di Hollywood.
«Sai Jack – rispondo sornione – lo credo anche io! Domani passa alla mia cuccia, ti voglio presentare un paio di amici: Milos e Stanley.

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