Immergersi in un Paese in guerra. Vivere, con la popolazione, la difficile quotidianità e trovare sprazzi di vita e gioia in mezzo alle macerie. Militantropos, il documentario presentato alla Quinzaine des Cinéastes, sembra dirci proprio questo. Ovviamente, il contesto è quello ucraino.

È una coproduzione tra Ucraina, Austria e Francia, diretta da Yelizaveta Smith, Alina Gorlova e Simon Mozgovyi. Il film è parte di un trittico pensato insieme a Palingenesion e Cosmomorphosis, tre opere che raccontano come la guerra della Russia in Ucraina abbia trasformato persone, ambienti, prospettive globali. Il progetto, avviato nel 2022, ha ricevuto un sostegno internazionale, tra cui una sovvenzione di 25.000 euro (28.000 dollari) dal festival del cinema documentario IDFA.

Il titolo, Militantropos, è un neologismo creato dai registi, nato dalla fusione di radici latine e greche: “Milit” come guerriero, “anthropos” come essere umano. Indica qualcuno che la guerra ha rimodellato, un essere umano che sopravvive grazie a un adattamento continuo.

Ed è proprio questo il cuore del documentario: andare oltre le immagini dei telegiornali che da tre anni scorrono ogni giorno sui nostri schermi. Qui si entra nei dettagli, nei momenti minimi, nella quotidianità fatta di resistenza, adattamento, piccoli gesti. La camera – anche in modo stilizzato – segue una famiglia che scava tra le macerie alla ricerca di un ricordo; uomini e donne che imparano a usare le armi; un contadino che coltiva l’orto con una bomba accanto; canti natalizi che si sovrappongono al suono delle sirene; l’innocenza di una bambina che si sporca con una fragola, i feriti in un ospedale militare.

E poi ci sono i treni. Mezzo fondamentale nella narrazione del documentario: lo aprono e lo chiudono. In modo simbolico segnano l’inizio e la fine di un viaggio, ma anche un ricongiungimento e un distacco. I saluti tra persone che non sanno se si rivedranno mai più. Un momento straziante, definitivo, carico di pathos, dentro una tragedia quotidiana che sembra non avere fine.