Con il film Roma, splendida pellicola in bianco e nero,  Alfonso Cuarón conquista l’Oscar come miglior regista e si porta a casa anche quello per la fotografia e per miglior film straniero. Il fim li merita, anche se in lizza c’erano pellicole tutte di grande livello come Spike Lee  con BlackKklansman e Pawel Pawlikowski  e il suo Cold War.

Roma è un’autobiografia poetica e allo stesso tempo dura, che Cuarón porta sullo schermo curando nei minimi dettagli ogni singolo fotogramma e rendendo l’intero film una delizia per gli amanti del virtuosismo. Una storia ambientata in un Messico che cambia o almeno ci prova, a cambiare. Film che definirei “naturale”. Osservi la quotidianità della vita come tu ne facessi parte, in qualche modo. Una pellicola fatta di equilibri e di uno scorrere del tempo ritmato. Sulla scena, una non attrice, Yalitza Aparicio che sa essere talmente brava da meritarsi la nomination come migliore attrice protagonista merito, forse, proprio di chi la ha saputa dirigere con maestria lasciando che tutta la meraviglia della prima volta trasparisse dai suoi occhi espressivi.

 

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