Presentato nella sezione Cannes Première, il nuovo film di Géssica Généus costruisce il proprio racconto attorno a una serie di contrasti molto netti: uomo e donna, fede e desiderio, luce e oscurità, cattolicesimo e prostituzione. Ambientato a Jacmel, sulla costa meridionale di Haiti, il film segue l’incontro tra Marie Madeleine, donna libera che vive di prostituzione senza piegarsi alle regole morali della società, e Joseph, giovane profondamente coinvolto in una comunità evangelica. Due figure apparentemente lontanissime, che finiscono però per avvicinarsi lentamente.
Il rapporto tra i due si sviluppa in modo delicato e trova uno dei momenti più intensi in una scena molto semplice: i due provano a baciarsi, ma Joseph si tira indietro all’ultimo momento, sopraffatto dal conflitto interiore. Poco dopo scoppia in lacrime ed è Marie Madeleine a prendersi cura di lui. È una sequenza che riassume bene il tono del film, sempre sospeso tra desiderio, spiritualità e bisogno di libertà personale.
La regia insiste molto anche sugli opposti visivi e sonori. Da una parte ci sono le chiese, le cerimonie religiose e il peso della fede; dall’altra la notte, i locali, la musica da discoteca e i corpi che ballano al rallentatore immersi in luci rosse, blu e gialle. Accanto alle musiche moderne trovano spazio anche sonorità folkloristiche e tradizionali haitiane, che contribuiscono a dare identità al racconto e al contesto in cui si muovono i personaggi. Non mancano inoltre momenti più leggeri e persino divertenti, che alleggeriscono un film comunque attraversato da tensioni continue.
Per Géssica Généus si tratta di un ritorno a Cannes dopo Freda, presentato a Un Certain Regard nel 2021 e poi passato in numerosi festival internazionali, tra cui il Festival Lumière. Questo nuovo progetto è stato inoltre sviluppato nell’ambito del programma La Résidence del Festival di Cannes nel 2024. La regista, che interpreta anche la protagonista, si ispira liberamente all’omonimo personaggio del Nuovo Testamento per raccontare una storia molto concreta e legata alla realtà haitiana contemporanea.
Il film ha anche il merito di portare sul grande schermo un luogo che raramente trova spazio nel cinema internazionale. Jacmel e più in generale Haiti vengono mostrati nei loro aspetti più diversi: i paesaggi, i colori, l’allegria e la musica convivono con la povertà, la violenza e le superstizioni. Un ritratto che prova a mettere in scena le complessità di una società attraversata da tensioni religiose, sociali e culturali.



