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La storia di Cristo è tra le più rappresentate al mondo. La letteratura, il teatro e non da ultimo il cinema, ne hanno narrato la vita. Come riuscire dunque a rendere l’ennesima pellicola su Gesù qualcosa di nuovo e soprattutto contemporaneo?

La risposta del regista Garth Davis è dare alla narrazione uno sguardo tutto al femminile che usa un pretesto religioso per parlare dei fatti e dei bisogni di oggi. Maria di Magdala, affascinante figura della nascita del cristianesimo, è il fulcro intorno al quale ruota questo film che, con un linguaggio delicato, suggerisce inclinazioni, desideri velati e fragilità psicologiche.

La trama racconta l’incontro di Maria Maddalena, alla quale presta il volto l’attrice Rooney Mara, con Gesù (interpretato da Joaquin Phoenix) e la scelta coraggiosa della donna di seguirlo negli ultimi anni di vita, dalla predicazione ai miracoli. Dalla Pasqua a Gerusalemme alla crocefissione e per finire la resurrezione.

Nella Palestina di 2000 anni fa il destino di una donna era chiaro e predestinato. Doveva essere moglie e madre. Ma Maria non vuole sottostare alle regole sociali, vuole essere libera di scegliere per se stessa. Libera di essere una donna non convenzionale. L’accusa, per lei, è quella di voler essere uomo. E in parte è così. Ma non come insinua il fratello maggiore Daniele, suggerendo un’omosessualità latente, piuttosto nella forza delle idee e nella determinazione con la quale spezza ogni legame familiare scegliendo di costruire da sola il proprio destino.

In una società patriarcale nella quale il ruolo della donna è ridotto a proprietà dell’uomo, la figura già di per se stessa rivoluzionaria di Gesù Cristo, attraverso Maria Maddalena, acquista una valenza femminista.

Il film di Davis sottolinea il bisogno di rendere alla donna un ruolo di parità all’interno di una delle più importanti epopee della storia. Una vera e propria battaglia per la parità di genere che usa una vicenda vecchia di duemila anni per parlare al pubblico di oggi e ricordargli il valore profondo del rispetto e della misericordia. Il pericolo del giudizio e della paura.

Gli apostoli, emblematiche figure che accompagnano il Messia, restano sullo sfondo. Emergono solo Pietro (Chiwetel Ejiofort) e Giuda (Tahar Rahim), profondamente diversi e squisitamente umani. Il primo desideroso di affermare un potere terreno e timoroso del giudizio comune. Il secondo fragile e provato dal desiderio di riabbracciare la moglie e la figlia morte che lo rendono schiavo delle proprie nostalgie. Entrambi riflesso di Maria che delicata e forte al tempo stesso riesce attraverso l’interpretazione di Rooney Mara, misurata e introspettiva, a catturare l’attenzione e dimostrare come sia possibile intraprendere un percorso di crescita ascoltando la propria interiorità e accogliendo in seno a sé stessi la forza di rompere gli schemi. Gesù resta mistico. Staccato dal mondo che lo circonda, una figura che fluttua, già proiettato verso il martirio che lo attende.

Solo per un attimo il Cristo incontra un fremito viscerale che ripone nella carezza sul viso della sua Maria, che più di chiunque altra, ha saputo leggergli il cuore. Un amore che lo rende uomo «nessuno mi ha mai chiesto cosa si sente…»

Maria Maddalena è tra i discepoli colei che sa leggere l’anima stessa delle parole del guaritore Gesù di Nazareth: dobbiamo cambiare noi stessi per cambiare il mondo. Occorre accogliere l’idea del perdono, lasciare la rabbia fuori dal nostro cuore per accogliere un cambiamento sostanziale nella nostra vita. È questo che Maria comprende e che i suoi compagni di viaggio, invece, non riescono o non vogliono vedere.

Il film scritto da Helen Edmundson e Philippa Goslett non ha enfasi religiosa ma piuttosto una dimensione spirituale che si evince dalla costruzione stessa del racconto scevro di molti dei riferimenti più classici.

Un film che negli intenti si accorda alla perfezione con la figura di Maria Maddalena. Una donna tra gli uomini. Una donna che rifiuta di non avere voce. Una donna che sceglie di essere libera anche nell’anima. E la libertà non ha bandiere.

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