Una doppia lettura per il film della regista Elena López Riera, che spiazza e stupisce con il suo sagace parallelismo.

Il racconto, che ha la forma del documentario, ci mostra una gara tra piccioni. I volatili sono dipinti di tutti i colori e hanno un obiettivo: sedurre una picciona e volare il più a lungo possibile al suo fianco. Ci si accerta che tutti i piccioni siano in posizione prima di dare il via al volo della femmina. E noi li sentiamo chiamare per nome, i volatili, come a fare l’appello.

Una voce femminile fuori campo ci illustra le regole di gara. Regola numero… «I piccioni che mostrano segni di omosessualità sono squalificati». Regola numero… «I proprietari non possono che osservare da una distanza di minimo 20 metri». Regola numero…

Due le letture possibili, dunque. La prima è un’osservazione puramente didascalica. La regista ci mostra uno spaccato culturale del Paese: la Spagna.

La seconda, invece, scava più a fondo e coglie la sottile metafora che lancia un’accusa machista. L’accusa di portare cucito addosso il retaggio di una società culturalmente maschilista nella quale la donna è solo un oggetto di conquista. La gara è sempre solo tra maschi.

La voce fuori campo scandisce i nomi dei partecipanti. Gli uomini questa volta…

IL PREGIO: una comunicazione sottile e intelligente

IL DIFETTO: chi non vuole cogliere, forse, non coglie

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