Jela Hasler racconta Parigi. La mostra nel suo essere, oggi, città senza innocenza. Un passato coloniale ricordato nei monumenti, nelle costruzioni, nei musei che la regista mostra e spiega con la voce fuori campo. Una città che ha conquistato popoli, ora fatti di carne e sangue nelle sue vie. Uno stato d’emergenza dichiarato, dopo gli attentati del 2015, che sembra voler essere il nuovo volto della mestosa capitale francese.

La narrazione non è delle più originali. Le immagini non arrivano al cuore. Il messaggio è espresso in modo fin troppo didascalico. Viene da dire: poteva fare di più.

IL PREGIO: è breve, una pillola

IL DIFETTO: manca di originalità

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