La Piazza Grande è il cuore pulsante del Locarno Festival. Ha una sua storia precisa che Misha Györik e Michael Beltrami hanno voluto descrivere in un medio metraggio per celebrare i 70 anni di vita della rassegna cinematografica.

È stato presentato il primo giorno di questa edizione in una nuova sala del Palazzetto del cinema. Fuori, all’entrata, una fila da film importante. Uomini e donne che sudano sotto il sole che piacchia. Un sole come ce ne sono stati pochi negli ultimi anni. Ma la voglia di vedere la nuova struttura e soprattutto il film non ha scoraggiato nessuno. I 500 posti della sala grande sono stati quasi tutti occupati e i due registi, accompagnati dal direttore Carlo Chatrian hanno introdotto, emozionati, la loro ultima opera.

Un film che spazia, in modo delicato e divertente, tra il presente e il passato. Recuperando momenti che hanno fatto la storia del festival (dai discorsi col pardo in mano di Michael Cimino a Roberto Benigni, passado per Daniel Schmid e Roger Corman), integrandoli però con alcuni personaggi che animano la piazza ancora oggi. Da una barista che si muove tra i tavolini in modo agile, come solo una ballerina (lei lo è stata in passato) sa fare, alle proiezioniste, persone preziose che lavorano tutte le sere dentro l’enorme cubo nero in fondo a Piazza Grande. E uno spazio importante – oltre allo storico coordinatore della sicurezza – lo ha avuto anche la pioggia. Alzi la mano chi non è mai scappato al Fevi durante una proiezione in Piazza perché veniva giù a secchiate.

Insomma un democratico miscuglio di star e gente comune. Proprio quello per cui è conosciuto il Locarno Festival.

L’inizio è promettente.

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