Il greco Yorgos Lanthimos, il regista de The Lobster e del Sacrificio del cervo sacro, è nelle sale con il suo nuovo film: La favorita.

Siamo nei primi anno del XVIII secolo con l’Inghilterra in guerra contro la Francia. Una fragile e malata regina Anna siede sul trono mentre l’amica intima e favorita Lady Sarah Churchill governa il Paese in sua vece con pugno duro e, al tempo stesso, si prende cura della cattiva salute e del temperamento volubile della sovrana. Quando a corte arriva l’affascinante Abigail Masham i rapporti di potere cambiano e la favorita perde lentamente il suo potere a favore della nuova arrivata.

Grazie alla sua indiscussa maestria e a un cast davvero in grande spolvero capitanato da Olivia Colman, Rachel Weisz e Emma Stone, Lanthimos ha realizzato un gran bel film tutto al femminile. Una pellicola che ricorda da vicino il celebre Eva contro Eva di Mankiewicz, che con Titanic e La La Land detiene il record di Nomination agli Oscar(ben 14). E come nel 1950 anche nel 2019 è la lotta per avere il potere a interessare. E il modo per raggiungere questo obiettivo, la costruzione di una strategia (fatta di subdoli accordi col nemico e sorrisi di circostanza con la regina) a convincere. È un lento avvicinarsi al traguardo, dentro un labirinto di trappole e vicoli ciechi.

Come sempre nel cinema di Lanthimos è l’eleganza e il virtuosismo a regnare. Qui, condito con un pizzico di ironia e sarcasmo che rende il tutto più soffice e leggero. Star dentro La favorita è come essere su una nuvola a diecimila metri d’altezza. E guardare il mondo da lì sembra tutto più bello e lontano. Ma a trasportarci subito a terra è la carnalità: quella intima tra la regina e la favorita di turno e quella martoriata, frustata e sporcata della nuova arrivata.

Tra i molti aspetti che si possono intravedere in questo film ne estrapolo uno: quello della caduta. È un film dove la caduta ha la sua importanza sia narrativa sia simbolica. All’inizio la giovane arriva in carrozza e viene sbattuta fuori dalla stessa senza tanti complimenti e finisce nel fango. A un certo punto, sempre lei, viene fatta cadere in un fosso dal nemico della favorita. E, infine, la stessa favorita cade da cavallo, quando viene avvelenata dalla più giovane. Momenti importanti che segnano una svolta nella narrazione: l’arrivo a corte, la decisione di complottare contro la favorita e la presa di potere definitiva con l’allontanamento della favorita per prendere il suo posto. A livello simbolico la caduta è il segnale di un inizio, dopo essersi sporcata di fango (tutte e tre le volte) c’è una rinascita verso il potere oppure la disfatta completa.

Lanthimos è sempre ricco di riferimenti ipertestuali. E quello della caduta è solo uno, forse neanche il più importante, basti pensare per esempio all’importanza delle carrellate sui lunghi corridoi del palazzo e dei passaggi segreti usati dalla favorita e dalla regina per nascondere una passione clandestina. A dimostrazione di quanto profondo sia ogni suo film.

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