I mali dell’uomo vengono una volta di più alla luce, così un gatto si deve assumere le proprie responsabilità e, indossati i panni di saggio narratore, ricordare a voi esseri imperfetti l’origine dei vostri vizi.

Ero un giovane e virgulto gattino col musetto ancor sporco di latte materno che si crogiolava sereno sul monte Olimpo, un set in cartapesta nello studio 7 della vecchia Hollywood, quando la storia ebbe inizio. Dovete sapere che il mio peregrinare risale ad ancor prima che voi nasceste. Ho sulle spalle qualche vita più della vostra, anche se vanto un aspetto assai giovanile. In quegl’anni il cinema era appannaggio di veri e propri Dei di bella presenza che inscenavano, senza risparmiarsi, tragedie e commedie per tutti i palati. Prometeo vi aveva già fatto il dono della vita, sebbene Zeus, consigliato dal mio prozio Murakamidis, lo avesse invitato a non farsi fregio di una creazione tanto superflua quanto potenzialmente pericolosa: ovvero l’essere umano. Saggio mio zio, ci ha sempre visto lungo fino a che non è diventato orbo. Faceva il montatore per la Paramount. Ohhh, gli Dei californiani della vecchia Hollywood! Burloni e permalosi, sempre pronti a far bisboccia! Amavo la loro compagnia.

Una mattina, mentre facevo colazione, Zeus, regista di gran fama, bussò infuriato alla porta del prozio Murakamidis urlando: «Per mille fauni del bosco! Prometeo mi ha proprio rotto gli zebedei! Si è fregato il fuoco sacro, parte della scenografia per la scena delle ancelle, solo per farmi dispetto! Bisogna escogitare una punizione esemplare!» Lo zio non perse il ritmo conquistato nell’imburrare il toast, che gradiva accompagnato da alicette sott’olio, e sornione rispose: «Chiedi a Efeso, il costumista, di creare una bellissima fanciulla, piena di grazia e di virtù, chiamala Pandora e regalale da copione astuzia, intelligenza e curiosità. Tutte doti che mancano all’uomo. Conducila da Epimeteo, il regista della Miramax amato fratello di Prometeo e offrila a lui». «Ma tu sei matto gatto! Mi fa un dispetto e io offro un dono tanto prezioso al fratello?» tuonava Zeus su tutte le furie. «Regala alla bella Pandora un vaso nel quale sigillerai vecchiaia, gelosia, malattia, pazzia, speranza e vizio. Raccomandandoti di non aprirlo mai e non svelando né a lei né ad altri della troupe il contenuto di tale recipiente!» concluse Murakamidis addentando il toast.

Zeus era abituato ai proclami di mio zio e sbuffando si allontanò alla ricerca del fedele Efeso. Pandora gli venne benissimo! Una donna meravigliosa e ricca di talento attoriale. Tanto perfetta che Epimeteo se ne innamorò all’istante. La fanciulla sposò il regista e si raccomandò caldamente di rispettare la sua volontà e di non toccare mai il vaso che portava in dote. Nel frattempo erano passati per contratto alla Disney.

Dopo alcuni anni, però, Epimeteo iniziò a provare un sentimento contrastante nei confronti della bella moglie che eccelleva in ogni cosa superandolo in arguzia, abilità e intuizione. Si convinse che le doti della ragazza non potessero essere reali, ma fossero il risultato di magia. Credette così che il vaso ch’ella custodiva con tanto amore fosse la vera fonte della sua eccellenza. Un giorno, mentre Pandora era assorta nella lettura di un nuovo copione, Epimeteo rubò il barattolo e corse sulle rive del laghetto del set di Mary Poppins. Lo aprì sperando che la magia contagiasse anche lui. Dal vaso uscirono degli spiriti maligni: Harvey Weinstein, Roman Polanski, Bill Cosby, Kevin Spacey e tanti, tanti altri ancora. Sul fondo del vaso rimase solo la speranza, che non fece in tempo a scappare prima che il vaso venisse chiuso di nuovo dallo stesso Epimeteo.

L’umanità – preziosa creatura di Prometeo, che fino a quel momento aveva vissuto libera dalle molestie e dal machismo, libera da atti di violenza su donne, uomini e bambini – cadde in un buio profondo. Finché Pandora, accortasi del furto del marito, lo trovò disperato accanto al vaso. Allora la donna lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza.

Da allora noi gatti restiamo aggrappati proprio alla speranza liberata da Pandora, la speranza che un giorno la parola rispetto diventi la star indiscussa di questo mondo.

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