A quasi vent’anni dall’uscita de Il Diavolo veste prada, uno dei film più iconici dedicati al mondo della moda e del lavoro nei media, Hollywood prepara il ritorno di Miranda con un sequel molto atteso che riporterà sullo schermo i protagonisti della storia ambientata tra redazioni, passerelle e rivalità professionali. Il primo film, diretto da David Frankel e tratto dal romanzo della scrittrice Lauren Weisberger, era diventato nel 2006 un successo mondiale grazie anche all’interpretazione di Meryl Streep nel ruolo della temutissima direttrice di Runway, Miranda Priestly. Accanto a lei brillavano Anne Hathaway nei panni della giovane giornalista Andrea Andy Sachs, Emily Blunt in quelli dell’ambiziosa assistente Emily Charlton e Stanley Tucci nel ruolo del direttore artistico Nigel. Il film incassò oltre 300 milioni di dollari nel mondo e divenne rapidamente un cult, capace di raccontare con ironia e cinismo il dietro le quinte dell’industria della moda e le dinamiche spesso spietate del lavoro nelle redazioni.
Il sequel riprende la storia molti anni dopo e si concentra su un settore profondamente cambiato. L’editoria tradizionale è in difficoltà e anche la prestigiosa rivista Runway deve confrontarsi con il declino della carta stampata e la crescente influenza del digitale. Miranda Priestly si trova quindi a difendere il proprio potere in un contesto diverso da quello del passato, dove il peso degli investimenti pubblicitari e delle grandi aziende del lusso diventa sempre più determinante. In questo scenario torna Emily Charlton, che nel frattempo ha fatto carriera ed è diventata una potente dirigente nel mondo della moda, con un ruolo chiave proprio nella gestione di quei budget pubblicitari di cui Runway ha bisogno per sopravvivere. Il rapporto tra le due donne promette di essere uno dei motori della storia, tra rivalità, opportunismo e nuovi equilibri di potere.



