Cosa succede se cambiamo prospettiva? Mettere a nudo il pensiero sulla parità di genere, è questo l’obiettivo di Anette Sidor, giovane regista svedese.

Alice, interpretata dalla bella e brava Yandeh Sallah, ha una relazione con il coetaneo Johannes (Martin Schaub). È una ragazza come tante, allegra, spensierata, con la voglia di divertirsi e di vivere a pieno la sua gioventù.  Ma ha la sensazione di non essere vista, dai compagni maschi, alla pari. Alice ruba uno strap-on dildo in un sexy shop e lo trasforma in un arma con la quale sfidare il fidanzato. Lo incalza spingendolo a dire che cosa pensa davvero delle ragazze di fronte a tutta la comitiva di amici.

Un gioco di potere al contrario, quello messo in scena tra Alice e Johannes, nel quale è la ragazza a utilizzare il finto pene come simbolo di superiorità, fino a spingere il fidanzato a inginocchiarsi di fronte a lei…

Una struttura narrativa classica, con un taglio fresco e giovane. Un linguaggio facilmente accessibile che ben trasmette il messaggio: «Fuck you, siamo uguali, nel bene e nel male».

IL PREGIO: sa parlare agli adolescenti di oggi

IL DIFETTO: da limare alcuni passaggi di scena, ma davvero microscopiche limature.

 

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