Foto di Marco Abram

I 70 anni del Locarno Festival sono stati celebrati con la tradizionale cerimonia d’apertura nel chiostro dell’ex magistrale. Un momento di incontro privilegiato tra cittadini, autorità e operatori della rassegna locarnese.

Il sindaco Alain Scherrer, nel suo saluto, ha messo l’accento sugli albori del festival, quel 1946 che ha segnato una rinascita per l’uomo, dopo il Secondo conflitto mondiale. E ha chiuso il suo breve discorso ricordando l’ultimo nato: quel Palacinema che la città ha voluto fortemente.

Anche il responsabile del DECS Manuele Bertoli ha ricordato i 70 anni di questa manifestazione, sottolineando che alla fine restano le opere, l’arte del cinema. E ha invitato gli organizzatori a guardare avanti, proiettarsi verso il futuro puntando sull’uso di nuove tecnologie.

Come Scherrer anche il consigliere federale Alain Berset si è soffermato sul 1946, anno importante per il cinema che sfornava opere rimaste nella storia. Berset ha quindi passato in rassegna i vari periodi storici e le tendenze che li hanno contraddistinti. Ha quindi reso omaggio a un’attrice che con Locarno ha sempre avuto un legame particolare: Jeanne Moreau.

Il presidente della Kermesse Marco Solari ha ringraziato sponsor e autorità per aver fatto sì che il festival si sviluppasse in piena libertà. «Rispetto all’anno scorso il Festival gode di nuovi spazi grazie al Palacinema e al GranRex», ha detto. Solari ha quindi rilevato come il Ticino può andare a Berna orgoglioso si sé in quanto si trova in una nuova centralità, tra Nord Europa e Mediterraneo: una terra di dialogo, come lo è stata in passato con il Patto di Locarno. Il presidente ha concluso evidenziando il futuro della rassegna che deve per forza passare per la messa in rete con le realtà presenti sul territorio (USI, LAC, ecc).

SHARE

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY