Sotto il lago d’argento si scoprono cose impossibili da immaginare. Mondi segreti e persone scomparse. Under the Silver Lake ti fa venir voglia di andare a L. A. e rimanerci per una vacanza. Anche a chi, come me, non è mai stato attratto dalla città degli angeli.

Il film racconta di Sam, un giovane che vive a Los Angeles e si innamora di una vicina di casa, la quale però, da un giorno all’altro, scompare. Parte così una ricerca che lo porterà a scoprire i meandri più nascosti di Hollywood. Proprio quella fabbrica di sogni cinematografici che fa da sfondo al racconto e alla ricerca della giovane.

Il regista David Robert Mitchell ha costruito un film di genere, un thriller che tiene alta la tensione per due terzi del tempo. Alla fine scade un poco nel ripetitivo e l’interesse scema. Ma ti rimane un bocca un buon sapore, di quelli di una volta, quando eri giovane e attaccato al PC giocavi con i tuoi amici ai videogiochi. E magari, in sottofondo, avevi la musica dei REM e dei Nirvana che ti faceva compagnia. Ogni riferimento è voluto e ha a che fare con la pellicola.

I protagonisti di questa pellicola inserita nel concorso principale sono giovani e belli e hanno viso e corpo di Andrew Garfield e Riley Keough.

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