Sono 29 i componenti che quest’anno partecipano a Cinema&Gioventù. Una giuria di ragazzi dai 18 ai 22 anni che provengono da tutto il Paese e dal nord Italia per giudicare i film del Locarno Festival. Come ci dice il coordinatore Giancarlo Zappoli «sono divisi in tre giurie. C’è chi segue il concorso principale, chi i Cineasti del presente e chi, invece, i cortometraggi. Devono guardare i film che fanno parte di quella sezione, ma per il resto del tempo possono seguire anche altro; sono liberi cittadini».

È l’altra responsabile della giuria dei lungometraggi Bruna Ferrazzini a spiegarci come è organizzato il tutto. «Per quanto riguarda i nostri giurati, devono guardare i due film in programma durante il pomeriggio e ogni quattro proiezioni facciamo una riunione per discuterli. Nei primi incontri, ogni ragazzo, dice la sua opinione sui film visti. In questo modo, anche noi abbiamo un’idea di che cosa hanno recepito e che cosa invece non è stato colto. Da parte nostra aggiungiamo qualche spiegazione o nozione per completare il discorso generale».

«Anche se una premessa la facciamo subito e cioè che il nostro parere non conta» aggiunge Zappoli. «E nessuno, durante i primi incontri può fare dei controinterventi ai giudizi dei colleghi. Nell’ultima e decisiva riunione, invece, possono anche scannarsi, va benissimo. Anzi, penso che se alla fine c’è un po’ di guerra dialettica significa che la selezione è stata buona».

All’inizio, ai giovani giurati, viene fatta un’introduzione particolare. «Alcuni anni, il giorno del loro arrivo, proponevamo un film e il giorno seguente dovevano costruire un trailer su quanto visto. Altre volte abbiamo messo in scena – con Gino Buscaglia – un dibattito a favore o contro un film, allo scopo di mostrare che i giudizi possono variare e ognuno ha il diritto di dire la sua», rileva ancora Zappoli.

Ma che tipo di ragazzi partecipa a questa giuria? «C’è l’appassionato che ci riempie di domande, c’è chi è un po’ più restio e osserva. Inoltre esiste una preparazione molto diversa tra loro. C’è, per esempio, chi arriva dal liceo o chi sta frequentando una scuola di cinema. Noi cerchiamo di rinforzare le loro conoscenze partendo da quanto sanno già» aggiunge Zappoli.

«Da notare – rileva Ferrazzini – che i ragazzi durante questi 10 giorni del Locarno Festiva alloggiano e mangiano insieme, all’Ostello della Gioventù. E questo fatto rinforza i loro legami. Un aspetto sociale che noi riteniamo importante per vivere appieno questa esperienza».

Bisogna ricordare che Cinema&Gioventù è una vera e propria fucina di talenti: Basti pensare che l’ex direttore del festival Frédérique Maire si formato lì. Ma anche i due registi di Piazza Grande Misha Gyorik, Michael Beltrami o Eric Bernasconi e Niccolò Castelli, hanno avuto modo di fare questa esperienza.

Un ultimo (ma non per importanza) interessante aspetto è il legame che si è creato tra il Locarno Festival e Castellinaria. Cinema&Gioventù (che lo ricordiamo è un progetto sostenuto dal DECS) è gestito dalla rassegna bellinzonese. E non è raro che qualche giurato di Locarno faccia poi parte di una giuria di Castellinaria.

Insomma, il progetto nato nel 1960, è tra i fiori all’occhiello della rassegna locarnese e di quella dedicata ai ragazzi che si tiene in novembre. A noi basta aggiungere solo un: Lunga vita a Cinema&Gioventù.

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