Scritto da Maria Vittoria Guaraldi

Beautiful Boy, presentato nella Selezione Ufficiale della Tredicesima Edizione della Festa del cinema di Roma, è un film diretto da Felix Van Groeningen. La pellicola è tratta dalla storia vera raccontata nei bestseller scritti da David e Nic Sheff ed è incentrata sul tema della droga tra i giovani e sul loro difficile recupero. 

Nic Sheff è un ragazzo diligente ma dipendente da qualsiasi tipo di droga, in particolare dalla metanfetamina. Vicino a lui c’è il padre che insieme alla nuova moglie e ai suoi figli cerca di aiutare in tutti i modi Nic con grande coraggio lottando contro un vero dramma sociale. 

Felix van Groeningen, muovendosi principalmente all’interno delle case, del college e di ospedali, ci mostra con lucidità la dipendenza da droghe dando la parola soprattutto a un padre e a un figlio. La storia procede  con dialoghi serrati e inquadrature ravvicinate e talvolta silenziose che scavano sempre più nell’animo dei due personaggi principali svelando i loro drammi. Il regista inserisce degli spezzoni del passato che vanno a rafforzare il legame che ha con il padre. 

Timothée Chalamet, star di Call me by your name, torna a confrontarsi con inquietudini e drammi giovanili. Il suo personaggio è un ragazzo che si appresta a frequentare il college, con la camera piena di poster e cd e con un grande talento per la scrittura. Nel giro di pochi mesi diventa dipendente da droghe pesanti e riversa tutti i suoi incubi e sofferenze in disegni e in discussioni con il padre. Naturalmente alterna momenti di disperazione a momenti di lucidità. 

Steve Carell interpreta il padre di di Nic. Lui è l’unica persona che sta veramente vicino al figlio anche se i loro rapporti sono molto cambiati rispetto al passato. Soffre con Nic e lo dimostra in svariate occasioni. Con una recitazione fatta di gesti e dialoghi essenziali l’attore dimostra di essere molto versatile e di dare una grande prova d’attore anche nei ruoli drammatici. 

Nel film vengono mostrate anche Maura Tierney e Amy Ryan rispettivamente nei ruoli della seconda moglie e i due figli di secondo letto del padre di Nic e della mamma di Nic. Loro non hanno un ruolo particolare nella vicenda: sono figure piuttosto tiepide che rimangono marginali. 

Beautiful boy, senza dover mostrare gli aspetti più crudi della tossicodipendenza, ci porta all’interno di un dramma non solo individuale ma anche sociale che interessa gran parte della popolazione americana sotto i cinquant’anni. La pellicola avrebbe funzionato di più se si avesse dato più peso anche alle due donne trasformandola in un film corale dove ogni personaggio svela il proprio atteggiamento di fronte al dramma del ragazzo. Nel complesso è un prodotto che funziona e che fa luce su quanta sofferenza può provocare la droga. 

In collaborazione con https://lumiereeisuoifratelli.com/

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