Campione d’Italia non è solo un comune sul Lago di Lugano, ma un simbolo: quello di una comunità che ha vissuto l’euforia del successo e la vertigine del declino. Il documentario Architettura della felicità, firmato da Michele Cirigliano e Anton von Bredow, racconta questa parabola con uno sguardo insieme critico e partecipe, facendo emergere le fragilità e le speranze di un paese che ha vissuto “all’ombra del casinò”.

Il film ripercorre i decenni in cui la casa da gioco ha trasformato un piccolo centro in un’oasi di ricchezza, glamour e mondanità, fino al tracollo del 2018, quando l’improvviso fallimento ha aperto una ferita profonda. Attraverso un mosaico di testimonianze – dall’ex croupier Ivan alla pioniera Tiziana, dall’imprenditrice Deniz all’ex parroco Eugenio – Architettura della felicità compone un ritratto corale che oscilla tra nostalgia e bisogno di futuro. Sono voci che raccontano i giorni d’oro, ma soprattutto l’incertezza di oggi, con la domanda di fondo: come reinventarsi dopo aver legato tutto il proprio destino a un casinò?

A dominare lo schermo è il monumentale edificio progettato da Mario Botta, mastodontico e controverso, che diventa metafora visiva di un’intera vicenda: tempio di un culto economico e al tempo stesso monumento a un’illusione. I registi lo filmano come un totem sospeso tra architettura e destino, sottolineando quel dualismo tra sacro e profano che attraversa l’intero racconto: la chiesa e i soldi, la spiritualità e l’azzardo, la comunità e il successo individuale.

La colonna sonora, cupa e malinconica, accompagna la percezione di immobilità che i registi hanno incontrato nelle strade di Campione dopo la chiusura: un tempo fermo, quasi sospeso, che tuttavia non cancella la voglia di raccontarsi degli abitanti.

L’elemento forse più sorprendente è il tono del film, che pur non nascondendo le ombre mantiene uno sguardo sensibile e persino ottimista. Cirigliano e von Bredow ci restituiscono una comunità che, nonostante le difficoltà, non ha perso del tutto la fiducia in sé stessa. La riapertura del casinò nel 2022 segna un nuovo inizio, ma non cancella le domande: quale futuro attende i giovani che continuano a partire? Come preservare il tessuto sociale, ora che il paese cerca di rimettersi in piedi?

Architettura della felicità non è solo un documentario su un luogo unico, ma una meditazione su successo e fallimento, dipendenza e resilienza. Un film che riesce a trasformare la cronaca in riflessione e l’architettura in metafora, lasciando nello spettatore un interrogativo che va ben oltre Campione: cos’è davvero la felicità, e quale prezzo siamo disposti a pagare per inseguirla?

Al cinema dal 18 settembre 2025 
– Ascona, Otello
– Lugano, Iride
– 
Mendrisio, Multisala

A partire dal 25 settembre

– Forum di Bellinzona

 

Ad ottobre

Acquarossa, Airolo