Sei minuti per raccontare una storia sono sufficienti. Bianco e nero, suoni che parlano anche senza parole. I gesti e le espressioni dell’attore Marco Capodieci la fanno da padrona nel cortometraggio diretto da Luigi Donato e prodotto dalla Three Castles Production.

La lettura del messaggio è chiara: l’unico modo per riappropriarsi del sapore e del ritmo naturale della vita è staccando la spina dall’alienante mondo digitale. Una metafora costruita su elementi semplici ma di buon impatto comunicativo. La recitazione è ben dosata e si regge su un perfetto equilibrio emotivo, così come perfetta è la durata del film.

Lo scricchiolio del ghiaccio sotto i piedi del protagonista ci ricorda che per vivere, sentire ed emozionarsi, occorre correre qualche rischio, occorre avere il coraggio di alzare gli occhi dallo schermo del nostro computer, telefonino o televisore. Allora la magia del mondo che ci circonda si palesa. Possiamo sentire un gatto che miagola, godere del meraviglioso spettacolo di una luna piena e sentire il gelo dell’inverno che ci avvolge. Possiamo perfino azzardare una passeggiata sul fiume ghiacciato.

Ma non appena riposiamo lo sguardo allo schermo…

 

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