Da Singapore arriva un film interessante anche se forse non del tutto riuscito. Si intitola A Land Imaginad e l’autore è Yeo Siew Hua. Il film ha già avuto alcuni premi: in particolare ha ricevuto lo Hubert Bals Fund e il CNC – Aide aux cinémas du monde, oltre a vincere il Grand Prix allo Autumn Meeting di Da Nang 2016.

All’inizio seguiamo le vicende di un operaio cinese solitario il quale, a causa dell’insonnia, passa le notti in una sala giochi dove incontra due personaggi piuttosto strani: una ragazza (un viso interessante e da tenere d’occhioquello di Luna Kwok) con la quale scorrazza con il camioncino e un troll virtuale. Sul lavoro conosce anche un operaio indiano del quale diventa amico. Ma un giorno scompare e sulle sue tracce si mette un detective della polizia.

Gli asiatici, e Yeo non fa eccezione, hanno una padronanza eccezionale per le immagini. La fotografia di questa pellicola è davvero molto curata e i paesaggi industriali ed edili sono filmati in modo ineccepibili. Qualche slow motion mi ha ricordato anche un maestro come Wong Kar-Wai. Bene anche il ritmo e la suspance che si crea attorno alle gesta e alla scomparsa del ragazzo.

Qualche dubbio, invece, ce lo ha lasciato il cambio del punto di vista. Durante il film, infatti, seguiamo prima l’operaio, poi la ragazza e poi il detective. Senza una vera e propria ragione, senza un collegamento che giustifichi il tutto. Ma, in generale, godibile e stuzzicante.

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