«Lasciamo la Mostra di Venezia presi d’amore e incantamento per il Mostro della Laguna Nera, meraviglioso con le sue squame verdi e blu in The Shape of Water di Guillermo del Toro. Il regista messicano rende omaggio alla storia del cinema – prima di Tarantino, si intende, erano gli anni 60 – e meriterebbe tutti i premi» così Mariarosa Mancuso su Il Foglio, qualche giorno fa. E la giuria, diretta dall’attrice Annette Bening, per una volta, ha scelto di ascoltarla e di premiare un film che può avere anche successo al botteghino. Non come è capitato a Locarno in agosto.

Infatti il Leone d’oro per il miglior film, il premio più importante della Mostra, è andato appunto a The Shape of Water di Guillermo del Toro. Kamel El Basha, che ha recitato in L’insulte, è stato premiato per la miglior interpretazione maschile e Charlotte Rampling (che ha recitato in Hannah) per la miglior interpretazione femminile. Charlie Plummer, attore di Lean on Pete, ha vinto il premio Marcello Mastroianni, per il miglior attore emergente.

Durante quest’edizione del festival sono stati assegnati anche due Leoni alla carriera, a Jane Fonda e a Robert Redford, prima della proiezione di Le nostre anime di notte, il loro ultimo film fuori concorso.

«È la prima volta che un regista messicano riceve questo premio. Lo dedico a tutti i registi latinoamericani che vogliono fare qualcosa: abbiate fede, restate puri. Bisogna avere fede in qualsiasi cosa si creda: io credo nella vita, nell’amore, nel cinema», ha dichiarato sul palco un felicissimo Del Toro. E stringendo nelle mani il Leone d’oro ha aggiunto: «Bisogna avere fede in qualsiasi cosa si creda: io credo nella vita, nell’amore, nel cinema».

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